LE BIBLIOTECHE COMUNALI A BOLOGNA
(7 marzo 2016).

BOLOGNA. «Acquistano lettori (e cittadini) quelle ai margini della città; perdono appeal quelle del centro. La fotografia delle biblioteche cittadine è anche la fotografia di come sta evolvendo il tessuto sociale a Bologna e di quali sono le zone che hanno più bisogno di altre di spazi di aggregazione. Le periferie non ne potrebbero più fare a meno ormai. Perché le biblioteche non sono più solo biblioteche: sono diventate luoghi di ritrovo, di ascolto, di mediazione linguistica, di «primo soccorso» sociale. E i cittadini le «premiano» con un boom di ingressi: nelle 11 biblioteche di quartiere erano stati 438.417 gli ingressi nel 2013; sono saliti a 471.995 nel 2015: 33.578 ingressi in più. E ad avere la crescita più importante di ingressi registrati sono state le strutture di Borgo Panigale, di Corticella (con la Casa di Khaoula a farla da padrona) e del Pilastro, cioè quelle più lontane dalle attrazioni del centro storico.

È invece in flessione Salaborsa che dal 2013 al 2015 ha perso progressivamente lettori e ha prestato decisamente meno libri. Erano stati 1.223.819 gli ingressi in Salaborsa nel 2013, risaliti a 1.263.598 nel 2014, ma crollati a 1.173.321 nel 2015; i libri prestati sono invece passati dai 742 mila del 2013 ai 638 mila dell’anno scorso.»

Se i prestiti – aggiunge il Corriere di bologna del 5 marzo scorso – son in flessione in quasi tutte le 17 biblioteche della città, non è così per gli ingressi alle strutture bibliotecarie: e qui a farla da padrona sono le sedi di periferia.

«Le biblioteche — spiega il direttore delle biblioteche bolognesi Dott. Bellettini — stanno diventando quasi dei centri sociali, dove si presentano spesso questioni di ordine pubblico: bisogna saperle gestire con grande calma e per saperlo fare servono nuove competenze. Per i bibliotecari è una sfida professionale in questo momento, perché rispetto a 30 anni fa le capacità relazionali hanno assunto quasi lo stesso valore delle competenze tecniche». E l’apertura il sabato pomeriggio di diverse biblioteche di quartiere va in questa direzione: dare risposte ai cittadini che vivono lontani dal centro e hanno bisogno di punti di riferimento e luoghi di incontro.

Ciò è particolarmente vero qui alla biblioteca “Luigi Spina”, al Pilastro, dove oltre a fornire libri in prestito, vengono aiutati i ragazzi della scuola dell’obbligo a fare i compiti, si dà la possibilità ad utenti diversi d’accedere gratuitamente ad Internet, si organizzano incontri con autori.

E’ questa biblioteca un vero e proprio presidio socioculturale che in questi anni ha dovuto lottare contro i tagli ai bilanci, ma che ha difeso valorosamente la posizione.

Si è potuto sostenere impunemente in questo Paese senza memoria che con la cultura non si mangia, come se l’uomo fosse solo un tubo digerente e non anche un essere dotato d’una sua spiritualità ed un suo anelito alla conoscenza, ma la democrazia per crescere e consolidarsi ha appunto bisogno di luoghi d’incontro, di scambio e d’aggiornamento culturale, altrimenti l’alternativa è il vuoto della solitudine.

PIERLUIGI GIACOMONI