LA VALLONIA CONTRO IL CETA
(16 Ottobre 2016)

NAMUR (VALLONIA). Il Parlamento della Vallonia, una delle tre regioni che compongono il Belgio, ha approvato venerdì scorso una risoluzione con la quale chiede al governo federale di Bruxelles di non firmare il 18 ottobre il CETA, ossia il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada.

«Malgrado le pressioni internationali – scrive la Libre Belgique – la regione francofona della Vallonia ha posto il suo veto alla firma del controverso trattato di libero scambio tra l’UE e il Canada, reclamando delle garanzie supplementari, prima della messa in opera dell’accordo.»

Il testo è stato adottato a larga maggioranza col consenso del ministro Presidente Paul Magnette (PS):

«Non darò mai i pieni poteri al Governo Federale – ha proclamato tra gli applausi dei parlamentari – ed il Belgio non firmerà il Ceta il 18 ottobre. Questa decisione non è un affossamento del trattato, ma la richiesta di riaprire il negoziato, sperando che possa esser accolta dai dirigenti dell’UE.»

Magnette è sotto pressione perché la vallonia, la regione che governa dal 2014, (4 milioni di abitanti circa),una volta bacino carbonifero del Belgio, sta perdendo posti di lavoro a causa della chiusura delle acciaierie col conseguente trasferimento delle lavorazioni in aree geografiche dove la manodopera costa meno.

Le reazioni. «voi non avete il senso dello Stato, voi prendete in ostaggio il Belgio e l’Europa», ha tuonato durante il dibattito parlamentare la deputata liberale Virginie Defrang-Firket, sostenendo che la regione, dopo questo voto, diverrà la «Cuba dell’Europa.»

Da parte sua l’N-VA (Nuova Alleanza fiamminga, il maggior partito delle fiandre) ha accusato la «Repubblica Sovietica di Vallonia» di «mettere in pericolo gli interessi commerciali dei fiamminghi».

Le parole più dure, però sono state pronunciate dal Primo Ministro canadese Justin Trudeau:
«Se in una settimana o due l’Europa è incapace di sottoscrivere un’intesa commerciale progressista con un Paese come il Canada, con chi pensa di far affari in futuro? E’ giunto il momento per domandarsi – ha aggiunto – a cosa serve l’Unione Europea!»

Infatti, la palla passa ora nelle mani dell’UE: martedì si riuniranno a Lussemburgo i minnistri UE per firmare il CETA col premier canadese.

Prima, però, Paul Magnette sarà a Parigi a colloquio col Presidente francese François Hollande per verificare se il capo dell’Eliseo, che di recente ha preso pubblicamente posizione contro il TTIP, intende appoggiare le rivendicazioni valloni. Difficile invece che il governo di Bruxelles, di centro-destra, sostenga namur: il ministro per gli Affari Esteri, il liberale vallone Didier Renders ha sostenuto in una dichiarazione che l’iniziativa della regione francofona rischia di isolarla dal contesto internazionale approfondendone la crisi.

Conflitto fiamminghi-valloni. La decisione del legislativo vallone rischia di riacutizzare il conflitto tra l’area francofona e quella fiamminga.

«Il capogruppo N-VA alla Camera, Peter De Roover – riferisce Le soir – ha annunciato venerdì sera nel corso d’un dibattito del Vlaamse Volksbeweging (Movimento Popolare fiammingo) che il suo partito reclamerà l’indipendenza delle Fiandre se la N-VA potrà formare una maggioranza col Vlaams Belang dopo le prossime elezioni regionali.»

Il quotidiano belga di lingua francese però aggiunge che questa probabilità appare improbabile giacché l’ultimo sondaggio d’opinione VRT-De Standaard, assegna ai due schieramenti nazionalisti il 35,9% delle intenzioni di voto.

Le regionali, comunque, sono ancora molto lontane: si voterà infatti nel maggio 2019 e prima vi saranno le nazionali, nel 2018: è poco probabile che l’N-VA, azionista di riferimento della coalizione “svedese” su cui si regge il governo di Bruxelles vada in pezzi prima, dal momento che il partito di bart de wever ne ricava gran profitto.

Per tutte queste ragioni, la battaglia intrapresa dalla Vallonia assomiglia molto al duello tra Davide e Golia:
nella narrazione biblica, il giovane pastore abbattè con una fiondata in fronte l’arrogante guerriero filisteo, qui si vedrà nei prossimi giorni se la piccola regione belga riuscirà a bloccare in zona Cesarini la stipula d’un trattato a cui molti tengono.

PIER LUIGI GIACOMONI