LA TRAVERSATA IN MATERASSINO
(23 Agosto 2019)

1. Che palle le vacanze al mare: tutti i giorni uguali. Ci si sveglia la mattina si fa colazione si va alla spiaggia si torna all’albergo per il pranzo il riposino fino alle cinque e poi spiaggia fino a sera.

La mia ragazza ha voluto a tutti i costi che passassimo quindici giorni qui in questa stupida spiaggia piena di bambini palloni ombrelloni bagnini coccobello. Lei passa tutto il giorno al sole perché vuol diventar nera come un’africana e vuol far scoppiar d’invidia le colleghe quando tornerà a lavorare: loro con la pelle bianca slavata, lei con un abbronzatura atomica. Non gliene importa nulla degli avvertimenti dei meidici sui rischi che si corrono a prendere tutto questo sole: lei dice che ha solo due settimane di ferie in agosto e le vuole passare così.

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2. Stasera c’è proprio un mare favoloso! E’ calmo che pare una tavola ed ho voglia di fare un’escursione col materassino. Voglio vedere al largo il tramonto. di solito qui sulla spiaggia non si vede niente perché, quando il sole va giù, la sua immagine è coperta dagli alberghi che pullulano di là dalla statale.

Prendo il mio amato materassino, lo gonfio ben bene e poi scendo in acqua. Poichè c’è la bassa marea devo camminare a lungo in acqua prima che mi arrivi all’ombelico. A quel punto ci salgo su e con le braccia vogo in modo da allontanarmi un po’ dalla costa. Ormai siamo a fine agosto ed il tramonto avverrà  intorno alle otto o giù di lì: pazienza! Salterò la cena della Pensione Maria: minestra di verdura, insipida mozzarella, insalata e una fetta di melone: decisamente niente di memorabile!

Appena mi pare d’essermi allontanato abbastanza smetto di vogare e mi sdraio col volto rivolto al mio adorato sole che va tramontando.

a mano a mano che la distanza tra me e la spiaggia aumenta, si attutiscono i rumori: le voci dei bambini sul bagnasciuga mi arrivano quasi ovattate e le urla delle madri che li richiamano a riva perché ormai è ora d’andare a far la doccia mi giungono quasi come se venissero da un luogo sempre più distante.

Il colore del sole e del cielo vanno cambiando di minuto in minuto: ad un certo punto prevale il rosso, poi un vago giallino e poi il raggio verde. Già, il raggio verde, quel fenomeno che raramente si vede al tramonto solo se l’aria è veramente tersa ed il cielo sgombro di nubi.

di fronte a questo spettacolo, sono ammaliato: ora mi sento davvero in pace con me stesso e col mondo. Mi trovo in mezzo al mare, con indosso solo il costume, sdraiato a pancia in giu sul materassino in contemplazione del sole che tramonta.

E’ tale l’emozione che mi vien da piangere, poi subentra una grande pace, dimentico lo stress, il rumore, le tristezze delle assurde giornate sulla spiaggia. Questa pace mi conduce ad un sonno ristoratore.

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3. Sono un po’ infreddolito: anzi, diciamo pure che ho freddo. non so dove sono: fatto sta che mentre dormivo ho sentito un urto. Mi sono svegliato di soprassalto ed ho visto che il mio materassino ha preso contro uno scoglio.

Apro gli occhi e mi rendo conto che è giorno. Ho dormito qui tutta la notte? dove mi trovo? Mi guardo un po’ intorno e noto che vicino allo scoglio contro cui si è infranto il mio adorato materassino c’è una spiaggetta. Mi tocca scendere dal lettino, anche perché mi pare che si stia lentamente sgonfiando. Forse si è forato? Mi butto in acqua, così finisco di svegliarmi e con poche bracciate giungo a riva. Mi sdraio sulla sabbia che è già abbastanza caldina. Vedo un tizio e gli rivolgo la parola:

«Dove mi trovo?», gli domando in italiano.

Quello non risponde. Insisto:

«che posto è questo?», silenzio!

Che sia un sordomuto?

dall’italiano passo all’inglese e stavolta quello capisce:

«You are in Croatia! Where do you from?»

Cazzo, mi dico, ho attraversato l’adriatico di notte a bordo d’un materassino dormendo come un ghiro!

«I’m Italian and yesterday night I was in Cervia.»

«Wow, Quindi – mi fa il tizio – avresti attraversato l’Adriatico su quel materassino?»

«sì – rispondo – ma non pensavo d’aver fatto tanta strada!»

Quello estrae dalla tasca un cellulare e chiama qualcuno: dopo un po’ di tempo arriva sgommando un’auto della polizia croata ed un giornalista.

Gli agenti sequestrano il materassino, che ormai si è afflosciato tristemente, poi mi portano così come sono ad un commissariato.

Mi danno la possibilità di farmi una doccia e di mettermi dei vestiti puliti ed asciutti, poi un commissario, molto gentile che parla un perfetto italiano m’interroga.

Così, racconto la mia storia: il commissario è stupito,ma siccome non ho fatto nulla di male mi fa rilasciare.

Fuori dalla caserma c’è il giornalista che stava in macchina coi poliziotti: vuole assolutamente intervistarmi.

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4. Ci sto, ma siccome è da ieri che non mangio nulla gli dico che sono disposto a raccontargli la mia storia se mi offre un pranzo: non ci sono problemi.

Andiamo insieme in una trattoria e davanti ad un bel pesce arrostito gli racconto cos’è successo. Lui prende appunti e fa delle telefonate per verificare, dice, che non gli sto raccontando delle frottole.

Così scopre che la notizia della mia scomparsa si è diffusa in Italia, perché L’aura, la mia ragazza ha fatto una denuncia ai carabinieri di Cervia. Quelli han fatto delle ricerche, ma senza esito.

Addirittura, la TV italiana ha parlato di me.

Il giornalista mi dice che, se non ho nulla in contrario, scriverà un paio di articoli per il quotidiano per cui lavora: nel primo racconterà la mia storia, nel secondo ci sarà l’intervista che gli ho rilasciato.

Aggiunge che dovrei farmi vivo con qualcuno in Italia per segnalare che sono ancora in questo mondo, sano e salvo.

Per questo motivo, mi presta il suo cellulare e con quello chiamo la mia fidanzata: quella all’inizio è come fuori di testa, poi si calma ed ascolta ciò che le sto dicendo. Piange e ride allo stesso momento: è contenta che sia vivo, ma incazzata con me perché me ne sono andato in Croazia sul materassino.

Appena si calma un po’, le dico che sono a Pola, in Istria,che la polizia croata mi ha rivestito ed un giornalista mi ha intervistato, ma che non ho né soldi, né documenti, né cellulare.

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5. La giornata trascorre in tranquillità: Dragan petrovic, il mio nuovo amico che lavora in un importante quotidiano croato, mi offre ospitalità a casa sua. Conosco sua moglie, Devana, le sue due figlie slavenka e Jadranka, due bellissime ragazzine: a sera ceniamo tutti insieme nel loro giardinetto di casa.

Spaghetti, cevapcici, prugne: il tutto innaffiato da un ottimo vino bianco e alla fine un bicchierino di grappa Sligovic.

La notte la passo in un letto soffice soffice dove dormo come un satanasso.

Il giorno dopo, Dragan, tutto raggiante, mi mostra la prima pagina del quotidiano per cui lavora: bello in evidenza c’è il suo articolo.  Sotto il titolo CLAMOROSO! UN ITALIANO ATTRAVERSA L’ADRIATICO SU UN MATERASSINO” c’è il pezzo con l’intervista che gli ho dato il giorno prima con tanto di foto. Mi dice che il suo direttore si è complimentato con lui perché ha fatto uno scoop e certamente questo gli frutterà un avanzamento di carriera nel giornale.

Aggiunge che, se voglio, può riaccompagnarmi in Italia in macchina.

Sono stregato dal senso d’ospitalità di quest’uomo che senza conoscermi, mi ha offerto in 24 ore un pranzo, una cena, un letto e l’amicizia della sua famiglia.

Col suo telefonino, contatto la mia fidanzata e le dico che sto per rientrare a Cervia in auto accompagnato da un giornalista croato: lei sbalordisce, ma è felice.

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6. Dopo un viaggio di 14 ore, Dragan ed io arriviamo a Cervia e raggiungiamo la Pensione Maria: lì riabbraccio Laura, la mia compagna, che si lascia intervistare da Dragan.

A sera, offriamo al nostro nuovo amico una cena a base di spaghetti allo scoglio e sangiovese: lui ha inviiato per email al suo giornale l’intervista fatta alla mia ragazza. Ovviamente rimane a Cervia per seguire gli sviluppi della vicenda.

Il mattino seguente devo presentarmi dai carabinieri  per raccontare la mia storia: forse lì ci saranno altri giornalisti che vorranno raccogliere le mie dichiarazioni.

Insomma, questo viaggio tra Cervia e Pola fatto su un materassino mi ha reso molto popolare, però ha ragione laura potevo anche morire in mezzo al mare!

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7. Sono passati ormai diversi mesi dalla mia avventura in Adriatico: con Dragan e la sua famiglia siamo rimasti amici: per Natale siamo andati a trovarli a Pola e loro verranno per Pasqua da noi a Bologna. Ho comprato un nuovo materassino che userò quest’estate al mare,ma laura mi ha fatto promettere che non ripeterò l’esperienza d’addormentarmici su mentre guardo il tramonto.

Dal canto mio, le ho proposto d’andare in Croazia a far le vacanze estive così potrò incontrarmi con Dragan ed annoiarmi di meno: lei non ha mosso obiezioni, in fin dei conti ci si può abbronzare atomicamente anche col sole della croazia.

PIER LUIGI GIACOMONI