LA SOLITUDINE
(23 Gennaio 2017)

MODENA. Una donna di 52 anni, un appartamento, la morte. Questi gli ingredienti d’una storia che mi ha lasciato senza parole. Nella sua crudezza la notizia è questa: una donna viene trovata morta in casa dagli operatori dei servizi sociali. La sua morte risalirebbe a mesi fa ed è solo per la mancanza d’umidità che il corpo non è andato in decomposizione. Già, perché in un caso del genere i vicini si sarebbero accorti della “presenza” della donna. Invece, dice il medico legale, è come se il cadavere si fosse automummificato. Quindi, niente fetore, niente rumore, niente di niente. Poi, emerge che la donna era un po’ un orso: ogni volta che qualcuno riusciva ad entrare in casa sua, lei lo scacciava: rifiutava l’aiuto dei servizi sociali, rifiutava qualunque intromissione nella sua vita privata. Ad un certo punto, però, malgrado tutte queste difese, la signora nera con la falce è entrata ed evidentemente non è stato proprio possibile mandarla via.

Si dice che l’uomo sia un animale sociale, eppure può accadere che che qualche esser umano rifiuti la socializzazione, si isoli, non voglia avere più contatti coi suoi simili. Le ragioni possono essere le più varie: il traguardo finale è uno solo, la solitudine più completa ed irrimediabile.

Già, perché se davvero vuoi restar da solo, se ti vuoi isolare, nella nostra civiltà occidentale, individualista non c’è quasi nessuno che te l’impedisca, in nome, appunto, del rispetto della propria individualità e delle proprie scelte private.

In altre società, non sarebbe così: in quelle realtà dove l’individuo ha senso solo se sta insieme agli altri, storie come queste forse non si verificherebbero nemmeno.

Qui da noi invece sono all’ordine del giorno: periodicamente, sistematicamente appaiono sui quotidiani articoli che raccontano di persone, anziane, ma non solo, che vengono ritrovate morte in casa dopo mesi. Nessuno si era accorto della loro scomparsa. Da un lato vi sono soggetti che ogni giorno fanno sentire la loro presenza, rilasciano dichiarazioni su qualunque cosa, sono presenti dappertutto, quasi che siano dotati del dono dell’ubiquità, dall’altro ci sono persone che scompaiono nel nulla senza lasciare né una traccia né un rimpianto.

Forse l’individualismo che contraddistingue la nostra civiltà andrebbe superato per renderci tutti un po’ meno soli.

PIER LUIGI GIACOMONI