LA RACCOLTA DIFFERENZIATA SEGNA IL PASSO
(23 Giugno 2017)

SAN DONATO-SAN VITALE. La riunione della commissione ambiente del nostro quartiere ha certificato nei giorni scorsi
che la raccolta differenziata segna il passo. Grosso modo nel comune di bologna si è raggiunto un livello del 46%,
ma gli obiettivi fissati dall’Unione europea per il 2020 sono del 70%. per alcuni anni la percentuale di rifiuti
differenziati è cresciuta, da un po’ di tempo però si rimane fermi sulle stesse posizioni.

Solo nel Quartiere Savena, dove è in corso l’installazione di calotte che limitano il conferimento di rifiuto
indifferenziato, si è arrivati ad un livello del 60%.

Rimane alto il fenomeno di coloro che abbandonano i rifiuti nei pressi dei cassonetti e di coloro che versano in un
unico contenitore tutto.

In parte, ciò si deve ad una scarsa informazione dell’utenza, in parte all’azione di vere e proprie imprese che
scaricano furgoni pieni di mobili ed altri oggetti.

In più, come ha affermato di recente l’assessore Malagoli, delegato ai rifiuti, molti problemi si verificano nelle
periferie dove «si scaricano le decisioni sulla gestione dei rifiuti prese dai Comuni limitrofi.

Casalecchio – soggiunge – è andato alla raccolta differenziata con sacchi di raccolta porta a porta e da quel
momento noi abbiamo avuto un incremento di rifiuti nelle zone di cintura del Comune.»

Una parte del problema si risolve col contributo della tecnologia:
In questo senso, spiega l’assessore, la calotta sui cassonetti «serve a ridurre l’indifferenziata” perché “ci deve
essere un limite di volume.»

Ma con Hera «stiamo anche ragionando su una modalità diversa di raccolta: cassonetti diversi, con il pedale e non
con la leva e che non abbiano una sola bocca, ma due.»

La tecnologia, però, non è tutto: «Conta molto la collaborazione dei cittadini per riuscire a raggiungere risultati
– avverte Malagoli – ad esempio, i cittadini «collaborano meglio dove c’è molto verde e dove ci sono case singole”,
mentre “collaborano meno quando si tratta di rispettare alcune regole fondamentali
che ci permetterebbero di aumentare la nostra quota di differenziata e di conferire nel momento giusto, per evitare
che ci siano situazioni preventive
di disagio a causa dei sacchi che vengono accatastati lungo le strade.»

Per questo, il Comune sta studiando insieme a Hera delle nuove campagne di informazione e sensibilizzazione.

Intanto, Leghambiente ha diffuso interessanti statistiche sui comuni che riciclano o che addirittura sono liberi da
rifiuti.

Innanzitutto, la situazione italiana è a macchia di leopardo: vi sono aree dove si ricicla molto ed aree dove si è
al palo di partenza.

Così si scopre che in Italia i comuni che producono meno rifiuti e li riciclano si trovano perloppiù al Nord-est:
più precisamente nel Triveneto.

Si tratta dei comuni che producono meno di 75 kg di rifiuto secco indifferenziato per abitante
all’anno e si qualificano campioni del riciclo.

«Il tradizionale riconoscimento di Legambiente – scrive l’agenzia DIRE – quest’anno alla quattordicesima edizione,
segnala numeri in aumento per quanto riguarda la battaglia al
secco indifferenziato: i cittadini coinvolti salgono da 3 milioni a 3 milioni e 276 mila, nonostante il numero di
Comuni premiati sia sceso (dai 525 del
2016 ai 486 di quest’anno) per un mancato dato dei comuni campani (scesi da 50 a 21) e per la fusione tra comuni di
piccole dimensioni.»

L’82% dei virtuosi è, come dicevamo, al Nord, con il Veneto a farla da padrone (29,2% dei Comuni liberi da rifiuti
sul totale regionale), seguito da Friuli Venezia Giulia
(27,8%) e Trentino Alto Adige (18%).

Al Sud troviamo il restante 10% dei Comuni, al Centro l’8%.

Nel settentrione aumentano i comuni lombardi ‘rifiuti free’, che passano dai 76 dell’anno scorso a 90, di cui ben
20 oltre i 10mila abitanti, e quelli
trentini (+5).

Tra i capoluoghi di provincia passo in avanti di Trento, quarto ad aggiungersi a Pordenone, Treviso e Belluno come
“libero da rifiuti”. Stabili Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Liguria, ancora assente la Valle d’Aosta
mentre il Piemonte fa registrare il suo primo comune virtuoso sopra i 10mila
abitanti: Cossato, in provincia di Biella.

 

PIER LUIGI GIACOMONI