ITALICUM: L’ACCORDO NEL PD
(13 Novembre 2016)

ROMA. Pubblico qui integralmente il testo dell’accordo firmato il 5 novembre 2016 dalla commissione dei cinque
costituita all’interno del PD.
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«A seguito delle conclusioni assunte dalla Direzione nazionale del Partito nella riunione del 10 ottobre la
commissione incaricata di specificare contenuti, percorso e tempi per la possibile modifica della legge elettorale
per la Camera dei deputati ha definito i seguenti punti che sottopone alla Direzione e alle assemblee dei gruppi
parlamentari”.

La commissione ha impostato il lavoro sulla base delle indicazioni contenute nella relazione del segretario Matteo
Renzi e delle valutazioni emerse dalla discussione.

In particolare con una verifica su tre aspetti:

1. Premio di lista / premio di coalizione

2. Ballottaggio / turno unico

3. Modalità di espressione della volontà degli elettori nella scelta degli eletti.

In merito alla futura elezione dei senatori è confermata l’indicazione espressa dal segretario per assumere la
proposta di legge a firma Fornaro Chiti quale riferimento del Pd per il varo della disciplina ordinaria in materia.

La commissione ha tenuto tre riunioni ed è stata avviata una prima ricognizione con le altre forze e gruppi
parlamentari sia in merito ai contenuti che ai tempi di eventuali modifiche della legge attuale. La maggioranza dei
gruppi interpellati – e nello specifico, la totalità delle opposizioni che si sono espresse anche con dichiarazioni
pubbliche in tal senso – si è dichiarata indisponibile a una verifica parlamentare prima del referendum
costituzionale del 4 dicembre.

Sul piano dei contenuti si è riaffermato il perno di un sistema elettorale fondato sull’equilibrio tra i due
principi della governabilità e della rappresentanza.

A tale scopo le verifiche realizzate rendono possibile:

* La preferenza per un sistema di collegi inteso come il più adatto a ricostruire un rapporto di conoscenza e
fiducia tra eletti ed elettori.

* la definizione di un premio di governabilità (di lista o di coalizione) che consenta ai cittadini, oltre alla
scelta su chi li deve rappresentare, la chiara indicazione su chi avrà la responsabilità di garantire il governo
del Paese attraverso il superamento del meccanismo di ballottaggio.

La commissione sottopone questo documento all’Assemblea nazionale, alla Direzione e ai gruppi
parlamentari del Partito Democratico di Camera e Senato per le relative valutazioni e conseguentemente tradurne
l’impianto nei testi di legge (elezione dei senatori secondo il Ddl Fornaro-Chiti e legge elettorale) da portare al
confronto con le altre forze politiche e gruppi parlamentari.»
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Fin qui il testo dell’accordo che, dopo il 4 dicembre dovrà esser tradotto in legge, insieme ad una legge
elettorale per il Senato della Repubblica.

Indipendentemente dal risultato del plebiscito, infatti, a seguito della sentenza n. 1 del 2014 della Corte
Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale diverse parti della L. 270/2005 (nota come legge Calderoli o come
“porcellum”) è indispensabile fare una legge che disciplini l’elezione della Camera alta.

Se fosse approvata la riforma costituzionale, per stabilire come i consigli regionali eleggono i loro senatori di
competenza, se fosse bocciata, per disciplinare l’elezione del Senato in modo da garantire alla maggioranza
vincente alla Camera dei Deputati di governare, giacché la semplice applicazione del metodo proporzionale
renderebbe ingovernabile l’assemblea di Palazzo Madama e creerebbe le condizioni per una crisi istituzionale con
conseguenze imprevedibili.

PIER LUIGI GIACOMONI