ITALIA. LE PROSSIME ELEZIONI PROPONGONO INTERESSANTI NOVITA’
(26 Luglio 2022)

ROMA. Le prossime elezioni politiche generali italiane presentano alcune novità che potrebbero avere degli effetti inattesi sul risultato finale.

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CORPO ELETTORALE UNICO

Per effetto d’una modifica introdotta nella Costituzione, il 25 Settembre prossimo il corpo elettorale sarà unico.

Chi ha diritto d’eleggere la Camera dei Deputati potrà votare anche per il Senato della Repubblica. Finora per esser elettori della Camera bastava aver compiuto diciotto anni, mentre bisognava attender lo scoccar dei 25 per divenire elettore anche del Senato.

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DIMINUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI

Per effetto del referendum costituzionale del 20 Settembre 2020 il numero dei parlamentari si riduce drasticamente.

Nel dettaglio, i deputati scendono da 630 a 400. Di essi, 8 saranno eletti dagli italiani nel mondo, uno nella regione Valle d’Aosta e i restanti 391 nelle altre regioni.

La ripartizione dei seggi del Senato sarà invece: 4 eletti dagli italiani nel mondo, uno in Valle d’Aosta, 195 nel resto d’Italia. Del Senato continueranno a far parte i cinque membri a vita nominati da Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella e lo stesso Napolitano che, in quanto ex Presidente della repubblica, è membro di diritto della camera alta.

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SISTEMA ELETTORALE

In base al sistema elettorale misto varato nel 2017, alla Camera 147 deputati saranno eletti col sistema uninominale a turno unico mentre 245 scaturiranno dai collegi plurinominali.

E’ previsto uno sbarramento del 3% che esclude dalla partecipazione del riparto dei seggi le liste che non lo raggiungono.

al Senato, 74 saranno gli eletti nella quota uninominale e 132 in quella proporzionale: anche qui c’è uno sbarramento per le liste minori che però varia da regione a regione.

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IL VOTO AUTUNNALE

Con la convocazione dei comizi elettorali il 25 Settembre è caduto un altro tabù: il voto politico in autunno.

Da oltre un secolo in Italia non si vota nei mesi autunnali per ilrinnovo del parlamento. L’ultima volta fu il 16 Novembre 1919.

Si trattava delle prime elezioni dopo la fine della prima guerra mondiale, gli elettori, solo maschi, vennero chiamati a rinnovare la Camera col sistema proporzionale. Il Senato, a quei tempi, era di nomina regia.

Dopo d’allora si è votato solo in primavera tra aprile e giugno sia in età monarchica che repubblicana.

Tuttavia, negli ultimi tempi si sono chiamati i cittadini al voto anche d’inverno: nel 2013 si votò il 24-25 Febbraio e nel ’18 il 4 marzo.

Per le elezioni regionali le date scelte sono state le più diverse: Nel 2020 in Emilia-Romagna e Calabria si votò il 26 Gennaio, altrove gli scrutini sono avvenuti in primavera o in autunno.

Anche per le comunali le date scelte sono di volta in volta oscillate tra maggio-giugno e settembre-ottobre.

I Referendum abrogativi, infine, si son tenuti preferibilmente in primavera, in una domenica tra il 15 aprile e il 15 Giugno, ma nell’87 il Governo Goria ne convocò una tornata straordinaria in Ottobre e le votazioni confermative indette a seguito di modifiche costituzionali hanno avuto luogo anche a dicembre, come nel 2016.

Per adesso, come giorno di votazione rimane fissa la domenica, ma per molti decenni si è potuto votare anche il lunedì, cosa che non sarà possibile il 25 Settembre.

All’estero, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, si vota nei giorni feriali: in Gran Bretagna il giovedì, negli Stati Uniti il martedì.

PIER LUIGI GIACOMONI