INTERVENTO SULL’ODG N. 49
(29 ottobre 2016)

BOLOGNA. Pubblico qui di seguito il testo dell’intervento che ho pronunciato il 25 ottobre scorso durante la seduta del consiglio del Quartiere S. Donato-S. Vitale a proposito dell’ODG. N. 49, il cui testo ho pubblicato integralmente nei giorni scorsi.
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Dico subito che il mio intervento sarà di tipo politico-istituzionale più che di natura tecnica: ho seguito ancora nello scorcio del mandato precedente l’evoluzione del progetto “passante di bologna” e, grazie all’aiuto di insigni maestri, ho compreso le motivazioni che stanno alla base sia del rigetto del progetto “passante Nord”, sia dell’adozione del progetto preliminare del “passante di mezzo”.

Non essendo però un tecnico, un urbanista, un architetto, non voglio assumere delle competenze che non ho e che non avrò mai.

Aggiungo anche che ho letto il testo dell’odg.n. 49 e lo condivido appieno e lo voterò convintamente.

Ci sono alcune questioni emerse durante la fase di consultazione che chiamano in causa temi come la partecipazione, il modo di gestirla, il concetto di democrazia e la funzione degli organi rappresentativi che mi interpellano profondamente e sui quali desidero spendere qualche parola.

1. La partecipazione. Credo che non ci siano stati nella nostra realtà bolognese esempi precedenti di coinvolgimento della cittadinanza per la discussione di un preprogetto.

Di solito, l’amministrazione comunale decideva attraverso le sue istanze deliberative se metter in atto un intervento e la cittadinanza più o meno l’accettava.

Stavolta, data l’importanza dell’opera si è deciso di coinvolgere gli abitanti di tre quartieri: borgo Panigale, Navile ed il nostro.

La partecipazione dei cittadini, nella maggior parte dei casi, è stata vera perché la gente si è chinata sul progetto preliminare, ha cercato di capirlo, di assimilarlo e di proporre delle modifiche.
Cosa non semplice data la complessità e l’ampiezza dell’intervento.

Le persone ai tavoli si sono davvero lasciate coinvolgere dall’opera sentendo che era importante esserci e misurarsi con la complessità.

Sostenere, come qualcuno fa troppo spesso, che si è trattato d’una partecipazione limitata a qualche aggiustamento marginale, significa sminuire il momento partecipativo, significa lanciare un messaggio che più o meno dice lasciate lavorare alcuni specialisti illuminati che sanno dove metter lemani.

I veri riformisti, però, queste sfide le accettano e provano a dare il loro contributo costruttivo.

2. La democrazia. In questa fase di consultazione abbiamo dovuto subire anche numerose lezioni di democrazia. C’è stato qualcuno, almeno mi è parso intenderlo, che ha sostenuto che le autorità politiche, ad esempio, questo consiglio, non ha il mandato di decidere. Ho sentito, almeno così m’è parso, che spetterebbe a tutti i cittadini mediante una specie di referendum permanente, deliberare.

Credo che sia venuto il momento di bloccare quest’opera di delegittimazione quotidiana delle assemblee elettive. Le autorità politiche derivano dalla volontà popolare che si manifesta attraverso il voto: nel voto il cittadino elegge i propri rappresentanti a qualunque livello; l’insieme dei cittadini incarica gli eletti di prender delle decisioni. E’ questa l’essenza della democrazia rappresentativa, meccanismo che risulta il miglior modo di governare i popoli.

L’argomentazione secondo cui, eleggendo questo sindaco e quest’amministrazione, la cittadinanza ha scelto di realizzare il Passante parte dal presupposto che quest’opera figura nel programma con cui il candidato sindaco si è proposto alle elezioni.

Il programma elettorale ed il conseguente programma di mandato di cui ha discusso di recente anche il consiglio comunale, vincola i consiglieri di maggioranza.
E i consiglieri di maggioranza ritengono che quest’opera sia la soluzione migliore per il nodo bolognese.

3. Le intimidazioni. Nel corso del dibattito, in generale abbastanza sereno e produttivo, si sono manifestati dei gruppi di intolleranti che hanno urlato, interrotto chi interveniva, soprattutto se sosteneva idee non condivise dagli stessi soggetti.
Questa pratica va assolutamente condannata.

In occasione della riunione congiunta dei consigli di quartiere il 18 ottobre scorso abbiamo assistito a scene francamente inaccettabili: occorre ricondurre la discussione ad un livello di maggiore civiltà e rispetto per i punti di vista diversi.

Se qualche forza politica pensa di valersi di questi strumenti per esercitare indebite pressioni, anzitutto deve
sapere che faremo in modo di garantire a tutti di potersi misurare col progetto in atto in piena libertà e senza indebite pressioni o condizionamenti ambientali.

Oso sperare che non sia vero ciò che mi è stato riferito, secondo cui dietro gli urlatori c’era qualche esponente di forze politiche di minoranza.

4. Prolungamento della fase di consultazione. Dopo due mesi di lavoro intenso, pieno di riunioni ed incontri anche molto tecnici, credo che richiedere un prolungamento della fase di consultazione addirittura al giugno 2017 sia una manovra dilatoria che mira a far naufragare il progetto del Passante autostradale come se, tra l’altro, la situazione esistente fosse l’ideale per i residenti.

Per chi abita nei pressi della tangenziale la situazione già oggi è critica ed ai limiti della sostenibilità.

Credo che di questa realtà il documento che la maggioranza oggi propone al consiglio ne dia conto, che dia conto delle richieste emerse dai tavoli e che assuma l’impegno affinché dalle parole si passi ai fatti.

PIER LUIGI GIACOMONI