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IL VANGELO DI OGGI

fine d’anno
(31 dicembre 2023)

Oggi finisce il 2023: un anno drammatico, pesante, segnato da moltissime tragedie, tra cui emergono le guerre in Ucraina, Medio Oriente, Africa centrosettentrionale.

E’ sempre bene sperare in un futuro migliore, ma per l’immediato la sensazione che tutti hanno è che non tornerà presto la pace.

Nel mondo, poi, si ha la sensazione che abbiano sempre più il vento in poppa i seminatori d’odio, o se preferite, di zizzania e gli estremisti: insomma a quasi ottant’anni dalla seconda guerra mondiale pare che sian tornate in auge le ideologie e gli atteggiamenti che portarono allo scoppio delle ostilità e produssero terribili eccidi tra i Trenta e i Quaranta del Novecento .

***

VANGELO

Luca, Cap. 2, Vv. 22-40

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse:
«Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

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COMMENTO

Dell’infanzia e adolescenza di Gesù sappiamo pochissimo: a 12 anni però scappa di casa” e vien ritrovato mentre dialoga coi dottori della legge, è l’unica ribellione che gli si conosca.

Si deve attendere che compia 30 anni d’età perché quest’uomo si riveli: da tutto ciò che dice possiamo immaginare che abbia studiato la Bibbia, imparato a leggere e scrivere.

Tutte cose non banali ai suoi tempi dove la maggioranza della gente era analfabeta.

In questa scena per ora è neonato e come tutti i suoi simili maschi vien circonciso otto giorni dopo la nascita: Per gli Ebrei d’allora e forse anche d’oggi è il battesimo.

L’incontro con gli anziani Simeone ed Anna è anche il primo segnale di quello che sarà quando diverrà più grande

Il più esplicito è Simeone:

«Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

Quando diverrà un uomo pubblico, i «pensieri di molti cuori» saranno svelati e non saranno tutti disponibili ad accogliere le sue parole.

PIER LUIGI GIACOMONI

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