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IL VANGELO DI OGGI

Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.
(8 Dicembre 2023)

Oggi il calendario liturgico celebra la “immacolata concezione di Maria”, dogma proclamato da Papa Pio IX l’8 dicembre 1854.

Con questo atto il pontefice dichiarò che Maria, la madre di Gesù, quando è nata non aveva il “peccato originale”: un privilegio riservato esclusivamente a lei.

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IL VANGELO

Luca, Cap. 1, Vv. 26-38

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».
Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

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COMMENTO

Questa “natività” è un fatto che riguarda solamente Maria e Gesù: Giuseppe è semplicemente sullo sfondo. C’è ma non si vede.

E’ un affare che riguarda una ragazza e il suo futuro bambino. Questa ragazza accetta la sfida: metter al mondo un figlio rischiando d’esser ripudiata dal fidanzato.

Sappiamo tutti come andrà a finire, ma sappiamo che oggi quando una ragazza comunica al compagno d’esser incinta non sempre va a finir bene.

Troppe volte leggiamo sui quotidiani terribili storie di donne, anche molto giovani, massacrate dai loro partner.

Ecco, in un giorno come questo, dovremmo far memoria di tutte le donne che non sono più tra noi, perché assassinate dai loro compagni, ci dovremmo ricordare delle nostre mamme che han accettato la sfida di metterci al mondo dicendo a sé o ad alta voce: «avvenga per me secondo la tua parola».

PIER LUIGI GIACOMONI

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