HONDURAS
ASFURA VERSO LA PRESIDENZA
(9 Dicembre 2025)
TEGUCIGALPA. Anche se lo spoglio delle schede delle presidenziali del 30 Novembre non è ancora ultimato, la bilancia pende sempre più a favore di Nasry Asfura, proposto dal Partito Nacional che avrebbe secondo gli ultimi dati circa 40mila voti di vantaggio sul secondo piazzato, il liberale Salvador Nasralla.
La legge elettorale in vigore prevede che il candidato che ottiene il maggior numero di voti venga eletto ed assuma la carica presidenziale per quattro anni: è previsto un ballottaggio solo in caso di parità assoluta tra due concorrenti.
Parallelamente alla Presidenza della Repubblica si è votato anche per il nuovo Congresso Nazionale (128 seggi), 298 municipi e venti deputati al Parlacen, l’assemblea che riunisce rappresentanti di tutti gli Stati centramericani.
Esce sconfitto LibRe, formazione politica di sinistra che si era imposta nel 2021: Rixi Moncada, la candidata “oficialista” appoggiata dalla Presidente uscente Xiomara Castro non raggiunge nemmeno il 20% delle schede.
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INTERFERENZE
Come già in Argentina, dove gli Stati Uniti son pesantemente intervenuti a sostegno de La Libertad Avanza in occasione delle elezioni di midterm del 26 Ottobre, anche in Honduras, Donald J. Trump ha interferito sul processo elettorale sostenendo apertamente il suo candidato preferito, Nasry Asfura
In una serie di post su Truth ha scritto che Asfura sarà un gran presidente con cui gli Stati Uniti non vedon l’ora di lavorare per combatter il “narcocomunismo“.
Se gli honduregni l’eleggeranno – dice – riceveranno grossi aiuti da Washington che non arriveranno invece se vincerà Nasralla, accusato d’esser “quasi comunista” ed amico della sinistra.
L’intervento a gamba tesa del repubblicano ha comunque già sortito un effetto: Asfura che, secondo i sondaggi, era in terza posizione, prima del voto, ora è in testa.
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FRUTTO AVVELENATO
Supponendo di far un grosso favore al suo beniamino, Trump ha graziato l’ex Presidente honduregno, anch’egli esponente de los Nacionales, Juan Orlando Hernández Alvarado, rinchiuso in un carcere statunitense dopo esser stato riconosciuto colpevole di narcotraffico.
Hernández, tornato libero, rischia ora d’esser inquisito dalla magistratura di Tegucigalpa: il procuratore generale del Paese ha emesso un mandato di cattura nei suoi confronti.
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I CANDIDATI
NASRY ASFURA
Nasry Juan Asfura Zablah, soprannominato anche “Papi a la Orden” o “Tito” nasce a Tegucigalpa l’8 Giugno 1958.
Presidente in carica de Los Nacionales, imprenditore edile, d’origine palestinese, è un politico di lungo corso.
Sindaco di Tegucigalpa (2014 – 2022), deputato al Congresso (2010 – 2014) si è candidato alla presidenza già nel 2021 quando fu sconfitto da Xiomara Castro, LibRe.
Nel 2020 è accusato di malversazione di fondi pubblici e riciclaggio di denaro: in particolare avrebbe sottratto fondi pubblici per un ammontare di 28 milioni di Lempiras (1,1 milioni di dollari) per suo beneficio personale (2017 – 2018).
La magistratura gli ha sequestrato nove proprietà immobiliari e tre attività commerciali: l’inchiesta però alla fine è stata archiviata.
Coinvolto nei Pandora Papers (Ottobre 2021) da un’inchiesta giornalistica internazionale, ha respinto tutte le accuse.
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SALVADOR NASRALLA
Salvador Alejandro César Nasralla Salum è anch’egli un politico di lungo corso, ma è anche un noto presentatore televisivo ed ingegnere.
Nato a Tegucigalpa il 30 gennaio 1953, d’origini palestinesi, è alla quarta candidatura presidenziale. E’ stato Numero due nell’amministrazione Castro finché si è dimesso in polemica con la Presidente per la sua scarsa politica anticorruzione.
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POCA TRASPARENZA
Anche se l’Honduras è abituato a lunghe attese dopo ogni consultazione elettorale, è diffuso il timore che possa esplodere la rabbia popolare contro le autorità come già nel 2017 quando almeno 20 persone periron nei disordini scoppiati dopo il voto di quell’anno.
Stavolta il clima non sembra così teso, ma circolan voci di manipolazioni del processo di verifica dei voti, incongruenze tra verbali e schede nei diversi seggi elettorali, intromissioni nel sistema informatico e così via.
LibRe ha chiesto l’annullamento del voto, Nasralla invece vuole che si contino le schede fin all’ultimo, compresi quelli della diaspora honduregna.
(solo negli Stati Uniti son 400mila i possibili votanti)
Così, l’incertezza su chi governerà questo Paese dell’America Centrale perdura e nessuno s’azarda a scommettere come finirà.
PIER LUIGI GIACOMONI
