FRATELLANZA
(8 Luglio 2021)

BOLOGNA. In un’intervista concessa a Repubblica, il sindaco di S. Lazzaro di Savena, Isabella Conti introduce il concetto di “fratellanza”, piuttosto raro in politica: riferendosi ai suoi rapporti con Matteo Lepore, il precandidato che l’ha battuta alle primarie, dichiara «Siamo tornati gli amici che siamo sempre stati. Tra fratelli si litiga, ma poi si fa pace.»

Amici, fratelli… Eppure la campagna elettorale non è stata un festival di cortesie: lo ammette la stessa Conti che dice: «Sono state dette cose scorrette, che minavano la mia credibilità e la mia storia.»

Allora, amici-nemici e fratelli-coltelli! Già, perché la rivalità tra Conti e Lepore è stata dura, piena di sospetti, di malignità, per cui oggi pare eccessivo parlare di “amicizia” e “fratellanza”.

Del resto, in politica, le espressioni “fratello” e “sorella” sono rare: le usa di più la Chiesa. Il Papa, ad esempio, quando pronuncia i suoi discorsi esordisce dicendo: «Fratelli e sorelle»!

I diversi partiti, che si son succeduti nella storia recente, han preferito usare appellativi come “compagno”, “amico”, “camerata”, mentre nella Rivoluzione francese ci si dava del “cittadino”.

Sempre la Rivoluzione francese del 1789 inserì la “fratellanza” tra i termini che la caratterizzavano: dopo la “libertà” e l'”uguaglianza” veniva la “fratellanza”.

Ciò non impedì i bagni di sangue del Terrore giacobino e termidoriano.

Del resto, i fratelli si son ammazzati l’un l’altro fin dagli albori della storia: narra la Bibbia, Genesi cap. 4, che Adamo ed Eva misero al mondo due figli, Caino, il maggiore, ed Abele, il più piccolo.

«Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore;
anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta,
ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.
[…] Caino disse al fratello Abele: “Andiamo in campagna!”. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.»

Caino, dunque, uccide Abele per invidia: così per secoli i fratelli si sono odiati ed assassinati reciprocamente per invidia, gelosia, bramosia di possesso.

Volete un altro esempio?

Qualcosa di simile, narra la mitologia romana, avviene tra Romolo e Remo: dopo che è stato definito il luogo dove sorgerà Roma i due si affrontano. Remo ha la peggio, perciò Romolo diventa il primo re dell’Urbe.

Esser fratelli, dunque, non è indizio sufficiente di collaborazione, reciproca affinità, perfino affetto.

In politica, poi, c’è rivalità, competizione, persino odio, difficilmente amicizia.

E’ precisamente ciò che è avvenuto di recente nelle primarie di Bologna, è quanto sta succedendo nel Movimento 5 Stelle o nella Lega di Ferrara, dove una consigliera comunale ha mandato otto lettere anonime per colpire alle spalle un suo “compagno” di partito, attualmente vicesindaco ed iperassessore.

Non so davvero se Isabella Conti e Matteo Lepore siano tornati “amici” o addirittura “fratelli”: se succederà, dovrà scorrere molta acqua sotto i ponti, il ricordo delle cattiverie dovrà sbiadirsi e i reciproci sospetti cancellarsi.

In alternativa, le divisioni diverranno rancori e il fossato tra i competitori di poche settimane fa si approfondirà con conseguenze al momento imprevedibili.

PIER LUIGI GIACOMONI