FICO. PROPOSTA UNA VARIANTE URBANISTICA
(27 Giugno 2017)

SAN DONATO-SAN VITALE. Nei giorni scorsi la commissione urbanistica e mobilità del nostro consiglio di quartiere ha
preso in esame una proposta di variante urbanistica al progetto FICO.

La variante sarà sottoposta quanto prima al Consiglio Comunale.
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La variante. Dopo il via libera del novembre 2016 alle modifiche alla convenzione che regola i rapporti tra Comune
di Bologna e Caab, nell’ambito del progetto FICO,
è stato avviato l’iter di approvazione per la variante al Piano Operativo Comunale (Poc) con valore ed effetti di
Piano Urbanistico Attuativo (Pua), che consente di realizzare una struttura ricettivo-turistica destinata ai
visitatori e al personale che sarà impiegato nel nuovo parco agro-alimentare.

La delibera è stata licenziata dalla giunta su proposta dell’assessore all’urbanistica, Valentina Orioli, ed è
pronta per l’esame in commissione consiliare e successivamente per l’approvazione che spetta al Consiglio comunale.

La realizzazione della struttura rientra nella proposta presentata da Caab per la valorizzazione della piattaforma
dell’ex florovivaistico (ceduta da Caab in diritto di superficie oneroso fino al 2054 al Fondo Pai gestito da
Prelios Sgr, ovvero il soggetto attuatore di FICO).

La stima è 700 posti di lavoro a FICO e oltre 3.000 nell’indotto, oltre che centinaia di migliaia di visitatori
all’anno.

In questa prospettiva, la realizzazione di una struttura ricettiva per brevi e medio-lunghe permanenze è coerente
con quanto accade in altri parchi tematici di dimensioni analoghe.

Il progetto prevede la realizzazione di 11.187 metri quadrati di superficie utile:11.121 destinati a uso ricettivo
(215 camere a due posti letto, spazi comuni, per riunioni, per il benessere, uffici ed area interrata di circa 500
metri quadrati per servizi); 66 metri quadrati di usi commerciali
al dettaglio.

Il progetto prevede anche una zona all’aperto con piscina scoperta e spazi relax. La strategia per realizzare la
nuova struttura è il riuso e la valorizzazione di contenitori esistenti non utilizzati: all’interno delle aree
affidate dal Comune a Caab è presente infatti un’ampia struttura in
gran parte inutilizzata dal 2012, già destinata a svolgere la funzione di mercato florovivaistico, che con
opportune opere di ristrutturazione è in grado di soddisfare le necessità di ospitalità di FICO. Ad oggi la
funzione turistico-ricettiva non è esclusa dagli indirizzi del Psc vigente per l’ambito in
questione, ma per prevedere questo uso è necessaria una variante al Poc che comporta una modifica all’assetto in
termini di riduzione delle aree destinate alla viabilità e ai parcheggi pertinenziali ed un aumento del verde
pubblico e privato e dei parcheggi pubblici.

I principali interventi sono:

• un’area di circa 163 metri quadrati, vicina all’edificio “ex Facchini”, viene pavimentata per facilitare la
movimentazione di carrelli e il deposito temporaneo
di merci;
• viene ampliato il parcheggio pertinenziale posto nell’angolo nord-est da 1.500 a 2.023 metri quadrati, con
conseguente riduzione della superficie di verde pubblico;
• viene destinata a verde pertinenziale un’area di parcheggio pertinenziale; con l’inserimento della struttura
ricettiva alberghiera;
• è previsto un nuovo assetto per le zone esterne all’immobile, con una diversa distribuzione di verde e parcheggi
pertinenziali.

In sede di discussione è stato garantito dai tecnici presenti che sono state adottate tutte le misure previste
dalla normativa per il deflusso delle acque, sia quelle bianche, sia quelle nere, cioè inquinate.

E’ stato anche riferito che non vi sarà consumo di suolo perché l’area interessata dalla variante è già compresa
nell’area FICO solo che non verrà più utilizzata come vivaio.
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FICO. La Fabbrica Italiana Contadina sorge nell’area del CAAB (Centro agro-alimentare di Bologna),un’area che si
trova nei pressi del Pilastro, acquisita dal Comune nel 1981 per costruirci un enorme mercato ortofrutticolo.
Successivamente, data l’enormità della superficie si è compreso che non sarebbe stato utilizzato, perciò il Comune
ha accolto la proposta di Eataly, l’impresa di Oscar Farinetti, di realizzarvi un parco alimentare che la stampa ha
denominato la “Disneyland del cibo”.

Prima di tutto, è stata condotta un’intensa trattativa con gli operatori del mercato ortofrutticolo che operano
prevalentemente dalle 22 alle 10 affinché accettassero spazi più ridotti e poi si sono cercati dei finanziatori che
fossero disposti a sostenere l’intervento.

Dal 2014 sono in fase realizzativa le costruzioni previste e si pensa d’inaugurare l’opera nel prossimo autunno.

L’obiettivo finale è quello d’attirare su FICO oltre 6 milioni di visitatori l’anno, una cifra oggi raggiunta dal
vicino Meraville, uno dei parchi commerciali più visitati d’Italia.

Inoltre, si spera d’offrire occasioni di lavoro anche per i giovani del Pilastro che attendono un’occasione
d’impiego.

La gente qui teme però soprattutto un forte aumento di traffico veicolare sulla via San Donato e sulle strade
circostanti. sono molto vaghe, infatti, le prospettive per un’offerta di trasporto pubblico: Rete Ferroviaria
italiana, proprietaria dello scalo merci, in un primo momento si era detta disposta a cedere la predetta fermata,
cosa che avrebbe permesso di realizzare un percorso ferroviario, inserito nel SFM. Poi, però, si è rimangiata la
parola data. La realizzazione di una linea di tram dalla stazione a FICO è al momento un argomento di discussione,
ma non è stata avviata la progettazione dell’intervento.

rimane in piedi solo la propsettiva d’una modifica di alcune linee di autobus in modo da scoraggiare l’uso del
mezzo privato.

Per l’area del Pilastro l’apertura è un’ottima occasione di riscatto economico, ma si deve anche evitare che
comporti un peggioramento della qualità ambientale.

PIER LUIGI GIACOMONI