NYIRAGONGO: LAVA, GAS E TERREMOTI
(25 Maggio 2021)

GOMA (RDC). Si aggrava sempre di più il quadro della situazione nella provincia del Nord-Kivu nella Repubblica Democratica del Congo: dopo l’eruzione di lava dal vulcano Nyiragongo, che ha quasi investito la città di Goma (2 milioni d’abitanti), situata a 20 km dal monte, dal magma si sono sprigionati gas venefici e la terra ha continuato a tremare, completando le distruzioni già operate dal flusso lavico.

***

I FATTI.

E’ accaduto che alle 19 di sabato 22 Maggio si sia svegliato il Nyiragongo: Le testimonianze parlano d’un cielo improvvisamente arrossato e di un flusso incontrollato di lava che scendeva lungo le pendici della montagna, mentre si aprivano due crateri, uno a est, verso il Ruanda, l’altro ad ovest, verso Goma e il lago Kivu.

Fortunatamente, nelle ore seguenti, le colate laviche hanno fermato la loro corsa, distruggendo sul loro cammino 17 villaggi e causando l’interruzione della corrente elettrica, ma la popolazione, messa in allarme dalle autorità aveva già iniziato a scappare, munita di materassi e beni di prima necessità.

Nei giorni successivi, all’eruzione vera e propria sono subentrati altri due fenomeni: i continui terremoti, che hanno causato il crollo di diversi edifici, e l’emissione di gas venefici che probabilmente hanno ucciso una ventina di persone.

«Secondo gli esperti – scrive Avvenire – le scosse sono state causate dal riallineamento delle placche tettoniche conseguente all’eruzione e il rischio di una seconda eruzione è minimo, ma le autorità locali ci vanno caute.»

L’UNICEF sostiene che almeno 170 bambini sono dispersi, mentre molte case rimaste disabitate sono state svaligiate dai ladri.

***

IL NYIRAGONGO,

Il Nyiragongo, situato a 20 chilometri a nord di Goma e del lago Kivu, fa parte del gruppo dei Virunga, da cui prende il nome il noto parco nazionale dove vivono i celebri gorilla di montagna: siamo nella rift Valley, quell’eenorme faglia superficiale che interessa tutta l’Africa orientale, con una spaccatura del terreno che va da nord a sud. In essa sono presenti numerosi fenomeni di vulcanismo: ad esempio sono vulcani quiescenti il Kilimangiaro, il Kenya e il Ruvenzori, le montagne più alte dell’Africa, tutte con un’altitudine superiore ai 5.000 metri sul livello del mare.

Sulla sommità del Nyiragongo, a 3.470 metri s.l.m. si trova il cratere principale, costituito da un vero e proprio lago permanente di lava fusa: periodicamente o per un aumento della pressione dei gas o per un crollo parziale delle pareti vulcaniche, il magma fuoriesce in enormi quantità ed a gran velocità.

Il livello del lago di lava varia in continuazione, mentre le emissioni massicce di gas quali biossido di zolfo e anidride carbonica nelle sue prossimità sono altamente tossiche.

Tutta la zona attorno al cratere è pericolosa sia per le improvvise eruzioni laterali, sia per le già citate fuoriuscite di gas: ma nei pressi del cono ed anche su di esso vive una folta popolazione che sfrutta per le coltivazioni l’alta fertilità della terra lavica.

Gli esperti lo considerano uno dei vulcani più attivi del mondo: le sue colate laviche scorrono a velocità sostenuta, data la notevole fluidità del magma: è stato calcolato che sabato 22 maggio il flusso abbia raggiunto anche i 650 chilometri all’ora.

Il Nyiragongo fu scoperto dall’esploratore tedesco Adolf von Gotzen nel 1894: l’esistenza del lago di lava, di cui si sospettava l’esistenza, fu confermata da una spedizione scientifica sulla cima effettuata nel 1948: è tra i vulcani più sorvegliati al mondo: gruppi di vulcanologi effettuano monitoraggi continui in tempo reale sul cratere: già nelle settimane precedenti all’eruzione era stato notato un incremento dell’attività che faceva presumere che presto sarebbe accaduto qualche evento.

«Dopo aver tenuto per decenni sotto costante monitoraggio il Nyiragongo – narra però Avvenire – da sette mesi i vulcanologi dell’Osservatorio di Goma, secondo molti media locali, facevano fatica a svolgere il loro lavoro dopo un drastico taglio di fondi.»

***

I PRECEDENTI.

Il 10 gennaio 1977, il cedimento delle pareti del cratere centrale provocò l’esondazione del lago di lava: il magma fluì rapidamente lungo le pendici ed uccise tra 50 e 100 persone.

Vent’anni dopo, nuova eruzione: 600 morti. Il 16 gennaio 2002 fu la stessa Goma a rimetterci: «il vulcano – scrive David van Reybrouck – seppellì mezza Goma sotto la lava. In alcune case il primo piano diventò il piano terra. La città si asfaltò da sé, come in uno stato di ebbrezza. Goma, la città nera in un paese color ruggine, è l’unico posto in Congo dove non ci sono buche nelle strade, ma dossi.»

Successivamente, la città fu ricostruita sopra la terra lavica.

***

I VIRUNGA.

I Monti Virunga sono una catena di vulcani situata nell’Africa centro-orientale, lungo il confine tra Ruanda, Repubblica Democratica del Congo ed Uganda: il gruppo fa parte del Rift Albertino ed è situata tra il lago Edoardo e il Kivu.

La catena montuosa è costituita da otto grandi vulcani, la maggior parte dei quali in fase di quiescenza, ad eccezione del Nyiragongo (3.462 m) e del Nyamuragira (3.063 m) nella Repubblica Democratica del Congo. Il Karisimbi (4.507 m) è il più alto vulcano della catena.

Le principali vette dei Virunga sono:

• Karisimbi, Ruanda / RDC (4.507 m);
• Mikeno, RDC (4.437 m);
• Muhabura, Ruanda / Uganda (4.127 m);
• Bisoke, Ruanda / RDC (3.711 m);
• Sabyinyo, Ruanda / Uganda (3.674 m);
• Gahinga, Ruanda / Uganda (3.474 m);
• Nyiragongo, RDC (3.470 m);
• Nyamuragira, RDC (3.058 m);

La zona dei Virunga è molto verdeggiante ed abitata: la nota fertilità dei terreni vulcanici incoraggia la presenza dell’uomo che vi coltiva di tutto,anche piante da esportazione come il piretro, utilizzato per la produzione degli insetticidi.

Purtroppo, il risvolto drammatico è rappresentato dalla possibilità che i fenomeni di vulcanismo possano provocare morte e distruzione, tuttavia si dice tra i congolesi di Goma che “Quel vulcano [il Nyiragongo] è nel contempo nostra madre, nostra sorella e la nostra amante. Quando vediamo quel pennacchio di fumo, pensiamo ad un grande seno che non smette di dare latte. Chi ne ha bevuto una volta, vi ritorna sempre.”

PIER LUIGI GIACOMONI