EDITORIALE. L’INCONTRO TRA RENZI E SMURAGLIA
(17 Settembre 2016)

BOLOGNA. Giovedì sera ero al Palanord per seguire l’incontro tra il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il
Presidente Nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia. Argomento: la riforma costituzionale che sarà oggetto d’un
referendum in autunno.

I due si erano confrontati negli scorsi mesi sull’argomento con una certa durezza e per settimane si era parlato di
un dibattito pubblico da tenersi in una delle feste dell’Unità in corso di svolgimento.

Dopo un certo tira e molla, si è riusciti a decidere una modalità che permettesse ad entrambi d’esprimere le
proprie opinioni.

Non voglio in questa sede esternare giudizi su quanto ho udito, ma voglio concentrarmi su ciò che mi ha veramente
colpito.

Mi hanno impressionato e preoccupato due aspetti della serata:
1. la capacità di dialogo dei due sul palco;
2. l’intolleranza di una parte del pubblico in sala.

Smuraglia. Al di là delle opinioni espresse, Carlo Smuraglia mi ha imprressionato per la lucidità e la capacità di
spiegare il proprio punto di vista. Dobbiamo considerare che si tratta d’una persona di 93 (novantatré) anni.

Con una dizione chiara e un’ottima capacità espositiva ha espresso il suo parere con garbo.

Renzi. Nel corso degli anni Matteo Renzi è migliorato: certamente ha una carica comunicativa straordinaria, ma nel
corso del tempo, grazie anche al ruolo istituzionale che svolge, è sempre meno il ragazzo scapestrato ed
irriverente che fece irruzione nella politica italiana, sparigliandola, ed è sempre di più un politico maturo.

L’intolleranza. A prescindere di ciò che penso della riforma costituzionale, ne parleremo sicuramente un’altra
volta, ho ascoltato il dibattito senza pregiudizi. Ho già fatto la mia scelta e non cambio idea. Però mi hanno
impressionato le manifestazioni d’intolleranza che ho udito.

Una signora, rivolta a Smuraglia, gli ha gridato:
«Ma cosa fai lì a novant’anni, vai a portar fuori il cane!»

Altri hanno passato la serata fischiando Renzi a prescindere.

Ecco, io rimango sempre sorpreso dalle tifoserie, dagli ultras, da quelli senza se e senza ma.

Se da un lato è giusto avere le proprie idee, averle maturate, magari dopo qualche buona lettura, trovo meno giusto
l’esser tifoso, l’esser per forza o a favore o contro.

Purtroppo, almeno per il momento questa campagna d’avvicinamento al referendum costituzionale parte così, con delle
tifoserie già schierate o in un senso o in un altro.

Sarò ingenuo, ma penso che solo cercando di far ragionare la gente si possa alla fine scegliere inpiena maturità ed
anche con cognizione di causa.

Smuraglia e Renzi l’altra sera ci hanno dato l’esempio di come si deve svolgere il confronto, una parte del
pubblico ci ha invece mostrato come non deve avvenire.

Un’ultima menzione per Gad Lerner che ha dimostrato d’esser un bravo moderatore, capace anche di metter il pepe
sulla coda ad entrambi, provocandoli conqualche domanda maliziosa.

PIER LUIGI GIACOMONI