VIRUS EDITORIALE. CIO’ CHE MI HA DATO PIU’ FASTIDIO
(20 APRILE 2020)

BOLOGNA. Ciò che mi ha dato più fastidio in queste settimane di confinamento è il senso di superiorità che trapela da certi leader dell’Europa Settentrionale.

Leggo, ad esempio, che in Svezia aumenta la rabbia per la morìa di anziani che sta colpendo le loro case di riposo: pare che almeno un terzo delle vittime da Covid avvenute colà siano donne e uomini rinchiusi negli ospizi di Sua Maestà Carlo XVI Gustavo.

Allora, non è vero che Stoccolma ha affrontato con maggior saggezza e lungimiranza la pandemia, così come non è vero che al Nord il Virus ha colpito di meno.

Eppure media e leader svedesi, olandesi ed altri ancora poche settimane fa commentavano le decisioni prese dall’Italia per contenere il Corona come eccessive e liberticide.

loro razionali, noi melodrammatici;
loro impavidi lavoratori, noi inguaribili fannulloni;
loro intrepidi libertari, rispettosi della privacy ad ogni costo, noi inclini a limitare per un nonnulla le libertà individuali;
loro frugali risparmiatori, noi inveterati spendaccioni.

E via di questo passo: questa quantità di pregiudizi, sparsi a piene mani da una stampa che va a nozze con le generalizzazioni, arrivando a scrivere che i soldi dell’Unione europea dati all’Italia finirebbero per finanziare la mafia, non contribuiscono a costruire l’Europa di domani: al contrario scavano fossati.

E poi, di fronte alla morìa di massa degli anziani, al Nord come al Sud, in Spagna come in Svezia, siamo tutti uguali, perché qui come là il virus mette a nudo le carenze del welfare, anche dove per tradizione è più generoso, ed i limiti d’un modello economico che , come hanno osservato autorevoli commentatori, in questi decenni ha favorito i profitti ed approfondito le disuguaglianze.

Il virus nella sua indole democratica, pur provenendo da un regime totalitario, non guarda in faccia a nessuno: colpisce tutto il mondo e fa cadere, uno dopo l’altro, le menzogne, gli ottusi negazionismi e lo stupido senso di superiorità.

PIER LUIGI GIACOMONI