BULLISMO E DISABILITA’
(6 dicembre 2015).

MONZA. La notizia è su tutti i giornali: un anno fa un tredicenne disabile mentale è stato preso pesantemente in giro da altri ragazzi più grandi, che un giorno, non paghi d’avergli reso la vita impossibile l’hanno legato ad un cancello con un lucchetto e gli hanno pisciato sui piedi.

La notizia, dicevo, è d’un anno fa, ma solo ieri tre dei quattro bulli sono stati fermati: due hanno 21 anni, un altro nel frattempo è passato dalla minore alla maggiore età. Pare che vi sia anche un quarto uomo che ha filmato col cellulare tutto e l’ha messo in circolazione su whatsapp.

E’ passato un anno da quei fatti ed alla fine una compagna di classe del disabile ha avuto il coraggio di denunciare i bulli fornendo la prova provata di quant’era accaduto.

chi è disabile, di qualunque disabilità, sa che nel corso della sua vita inconterà delle persone che lo disprezzeranno per il solo fatto che gli manca qualcosa e sa pure che qualcuno riderà della sua disabilità, magari della sua goffaggine nel compiere certi movimenti.

Pochi giorni fa, un mio alunno ha riso perché mi son scontrato con una porta che credevo aperta ed invece era chiusa.

Queste posson esser chiamate sevizie morali, psicologiche, ma quelle narrate in questa notizia di cronaca sono altra cosa: son sevizie vere inflitte ad un povero ragazzo meno fortunato degli altri solo perché, appunto, è meno fortunato degli altri.

In circostanze come queste so bene che gli esperti da telesalotto, quelli che opinano su tutto non sapendo quasi niente, diranno che è colpa della scuola, della società, del governo, della Chiesa Cattolica, dei marziani, di internet, dell’asteroide che si sta per schiantare sulla Terra e via elencando.

Tutto per non dire che questi “eroi” vigliacchi che se la prendon con un disabile che non può far loro alcun male meriterebbero solo un lungo periodo di rieducazione, facendo magari del volontariato, per loro obbligatorio, presso una struttura dove ci sono tanti disabili psico-fisico-sensoriali.
Forse costoro capirebbero che i veri disabili,o come si dice oggi ipocritamente “diversamente abili”, sono loro che non san fare altro che prendersela con un ragazzino più piccolo e più debole di loro.

PIERLUIGI GIACOMONI

PS. Se incontro nel mio percorso terreno colui-colei che ha inventato l’espressione “diversamente abile” lo bendo e l’accompagno sui viali di bologna e l’invito ad attraversar la strada senza l’ausilio della vista.
vediamo se dimostra d’esser “diversamente abile”!