BIRMANIA. AD APRILE UN PRESIDENTE CIVILE
(18 marzo 2016).

Foto del nuovo presidente della Birmania_Htin_Kyaw

Htin_Kyaw nuovo Presidente della Birmania photo di Kremlin.ru, CC BY 4.0,

YANGON. La Birmania avrà dal 31 marzo 2016 un nuovo presidente: è Htin Kyaw, 69 anni, il primo civile eletto dopo oltre 50 anni di dittature militari alla massima magistratura del Paese.
Si tratta del candidato espresso
dalla Lega nazionale per la democrazia di Aung San Suu Kyi, di cui è Htin Kyaw è consigliere di lunga data. E’ stato eletto dal nuovo Parlamento birmano con 360 voti su 625.
I suoi due avversari diventano automaticamente vicepresidenti, uno dei quali nominato dai militari che di diritto controllano un quarto dei seggi parlamentari.
«Htin Kyaw – dice Cecilia Brighi, autrice del volume “Il pavone e i generali” – è una persona molto riservata, un intellettuale, un economista che ha lavorato per lunghi anni a fianco di Aung San Suu Kyi, anche durante
i suoi arresti domiciliari. E’ una persona molto impegnata da sempre per la democrazia. E’ una persona misurata, di grande competenza e di grande impegno politico.»
L’NLD. Il partito di Ms. Aung San Suu Kyi, la National League for Democracy si è presentato alle elezioni del novembre 2015 con un programma politico ed economico d’ampio respiro.
Esso prevede un forte impegno per la trasparenza e quindi per la lotta contro la corruzione, che è uno dei mali endemici di questo Paese: si tratta d’un fenomeno diffuso che si è costruito nei lunghi anni della dittatura militare (1962-2016).
In pratica, notano gli osservatori, non si riesce ad ottenere nulla senza dar in cambio un compenso in denaro.
A ciò si collega l’impegno per il rilancio dell’economia nazionale, la realizzazione di nuove infrastrutture e la creazione di nuove prospettive d’impiego per la popolazione.
Oggi, infatti, ben il 70% dei birmani è impegnato in agricoltura, settore decisamente dominante il panorama economico del Paese sud-estasiatico.
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con grandi difficoltà: non c’è energia elettrica, infatti, e un’assenza di infrastrutture fisiche importanti. Sicuramente, quindi, il nuovo presidente
avrà una responsabilità molto grande e grandi sfide, di cui la prima è quella della pacificazione. Sono aumentati, infatti, gli scontri in alcuni Stati etnici, nello Stato Kachin e nello Stato Chan, e ancora qualche estensione si ritrova nello Stato Karen. Il primo impegno politico di Aung San Suu Kyi, quindi, e del nuovo presidente sarà quello del dialogo di pace con le nazionalità etniche a cui devono partecipare necessariamente i militari.

D. – Tra i due vice presidenti troviamo Myint Shwe, nominato dai militari, che è arrivato secondo alla votazione. Che cosa significherà per Htin Kyaw,
per il nuovo governo, questa presenza?

R. – Era necessario che si scegliesse un vicepresidente nominato dai militari, perché è questa la procedura. Le tre persone con più voti, cioè, devono
essere elette e quindi una parte di questi voti spetta ai militari. Il vicepresidente di estrazione militare è stato nominato solo con i voti dei militari,
mentre il presidente e l’altro vicepresidente (Henry Van Thio Ndr) sono stati scelti dalla rappresentanza dell’Nld. Sicuramente doveva andare così. Lui
(Myint Shwe NdR) è un rappresentante dell’ala dura dei militari e questo, secondo me, è un segnale per il Paese, quello di avvertire: attenzione, i militari
ci sono, continueranno ad avere un ruolo e senza i militari non si potrà cambiare nulla a partire dalla Costituzione.

D. – Lei è appena rientrata dalla Birmania. Che situazione ha trovato proprio a ridosso dell’elezione del presidente?

R. – E’ un Paese che sta cercando di cambiare. C’è una grande attesa per il nuovo governo. Tutti si aspettano che ci sia un segno di cambiamento e il segno di cambiamento è già nelle attese di tutta la popolazione. Ci si aspetta che nel nuovo governo – che dovrà essere sicuramente molto più ristretto come membri rispetto al precedente governo semi-militare – ci sia appunto una maggiore trasparenza e anche un cambio di passo sostanziale rispetto al passato.
C’è un lavorio anche nel parlamento, perché i nuovi parlamentari sono tutti stati scelti tra gli attivisti nel territorio, gente che ha le mani in pasta sul campo. Un elemento importante, secondo me, è che per la prima volta uno dei due vicepresidenti è un etnico. Come il portavoce del parlamento, che è Karen, il vicepresidente, Henry Van Thio, è di etnia Chin e questo ha un significato molto importante: per la prima volta, in un Paese in cui lo scontro
con le nazionalità etniche è durato oltre 50 anni, alle cariche più alte dello Stato ci sono dei rappresentanti di etnie di minoranza. E’ un fatto molto
importante.

PIERLUIGI GIACOMONI