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BANGLADESH. HASINA SEMPRE PIU’ DISPOTICA
(10 Gennaio 2024)

DACCA. Il regime di Sheikh Hasina in Bangladesh è sempre più dispotico:

• processi farsa;

• prigioni piene di detenuti politici, trattenuti in condizioni inumane;

• torture diffuse praticate dalla temuta RAB;

• omicidi extragiudiziali;

• sparizione nel nulla di oppositori.

E poi, corruzione diffusa, controllo dei mezzi d’informazione, della magistratura, delle autorità locali.

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KISHORE, IL FUMETTISTA

E’ pomeriggio, fa caldo, Ahmed Kabir Kishore, sonnecchia: improvvisamente è destato da gente che picchia alla sua porta. Sono 20 energumeni, armati fin ai denti, che minaccian di sfondarla.

Ahmed è prelevato da casa sua, trascinato in un furgone e portato in un centro di detenzione.

Siamo a Dacca, Bangladesh, maggio 2020.

«Abbiamo arrestato un terrorista», dicono gli agenti alla folla che si assiepa nei pressi dell’abitazione.

Kishore in realtà non è un terrorista, ma un fumettista: le sue vignette, pubblicate su importanti testate bengalesi, denunciano la corruzione dilagante, la violenza delle autorità e la cattiva gestione della pandemia.

Per tre giorni è tenuto bendato e ammanettato in una piccola stanza. Poi cominciano gl’interrogatori e i tormenti.

«Mi hanno picchiato su tutto il corpo usando dei bastoni», racconta al Guardian. «Mi hanno fatto sdraiare e colpito alle piante dei piedi».

Gli agenti in borghese l’interrogano sui suoi legami con diversi giornalisti: le botte subìte lo rendon sordo all’orecchio destro perché gli sfondan il timpano; le botte alle gambe gl’impediscono tuttora di camminar correttamente.

Quando gli tolgon la benda scopre che è nelle mani del Rapid Action Battalion (RAB), l’unità d’élite della polizia bengalese, nota per la sua ferocia e per aver commesso diversi delitti, motivo per cui è sanzionata a livello internazionale.

Il 5 maggio 2020, Kishore è tradotto alla prigione centrale di Dacca: le ferite infertegli durante gl’interrogatori però stan infettandosi: c’è rischio di setticemia.

Dopo che un altro detenuto, il giornalista Mustaq Ahmed, è morto nove mesi dopo l’arresto, presumibilmente per i maltrattamenti subìti, gli è concessa la libertà su cauzione (marzo 2021).

Per sfuggire a nuovi arresti, scappa dapprima in Nepal, poi in Svezia, dove vive in esilio.

«Non riesco ancora a camminare correttamente a causa delle ferite e ho perso l’udito dall’orecchio destro», dichiara.

L’accusa che gli è rivolta fa riferimento alla legge sulla sicurezza digitale: aver diffuso false informazioni sulla gestione della pandemia in Bangladesh.

Attivisti per la difesa dei diritti umani
affermano però che questa legge è uno sfacciato tentativo di mettere a tacere i critici del governo e criminalizzare il dissenso.

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ELEZIONI BOICOTTATE

In questo crescendo di repressione, con numerosi dirigenti dei partiti d’opposizione o in carcere o alla macchia, si son tenute il 7 gennaio le elezioni legislative, boicottate dal Partito Nazionale Bengalese (BNP) e dal 60% degli elettori.

Ovviamente, la stragrande maggioranza dei 300 seggi (222) è controllata dalla Lega Awami che si avvia ad esser l’unica formazione politica ammessa in Bangladesh.

I restanti parlamentari son indipendenti (62) o appartenenti a piccoli partiti politicamente irrilevanti.

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SHEIKH HASINA

Primo ministro bengalese dal 2009, è figlia di Mujibur Rahman, il padre dell’indipendenza del Paese (26 marzo 1971): dopo la sua tragica morte, avvenuta nel colpo di Stato del 15 Agosto 1975, in cui fu massacrata tutta la sua famiglia (Hasina sfuggì al bagno di sangue perché era a Londra), assunse la guida della Lega Awami e divenne capo di governo nel 1991, dopo le elezioni generali di quell’anno.

Battuta successivamente alle urne dalla sua eterna rivale Begun Khaleda Zia del BNP, torna al potere con le elezioni del 2008 e in seguito si conferma in carica fin ad oggi.

Se all’inizio poteva vantare grossi successi in campo economico, negli ultimi anni la sua immagine si è appannata soprattutto a causa della condotta poco oculata osservata dall’esecutivo nel periodo della pandemia.

Nel momento in cui, un po’ dappertutto, son in auge i leader forti ed autoritari, può anche darsi che possa mantenere il potere ancora per un po’, malgrado l’età avanzata, 76 anni.

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IL BANGLADESH

Stato dell’Asia meridionale, occupa una superficie di 147.570 km2 ed ha una popolazione di quasi 175 milioni d’abitanti.

Il suo territorio è quasi completamente circondato dall’India, salvo una piccola frontiera col Myanmar, già Birmania.

E’ bagnato dal Golfo del Bengala da cui il paese prende il nome.

La capitale Dacca è abitata da circa 15 milioni di persone.

La maggioranza della popolazione è di fede islamica: sussistono minoranze indù.

Si parlano il bengali e l’inglese.

L’economia si fonda soprattutto sulla produzione di indumenti che in parte vengon esportati.

Tra i bengalesi più famosi al mondo, L’economista Mohamed Yunus che negli anni 80 fondò la Grameen Bank che forniva piccoli prestiti a persone, principalmente donne, che volevan aprire delle piccole imprese. La pratica del microcredito si diffuse successivamente in tutto il mondo, anche in quello sviluppato.

Poco prima delle elezioni anche Yunus è finito nel mirino di Sheikh Hasina: sottoposto a giudizio, è stato condannato a sei mesi di reclusione. Yunus è diventato un critico del primo ministro per questo è perseguitato dalla magistratura.

PIER LUIGI GIACOMONI

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