GLI APPARTAMENTI ACER OCCUPATI
(17 Marzo 2016).

casina tenuta tra le maniEcco il testo dell’intervento che ho pronunciato nel corso dell’ultima seduta del Consiglio del Quartiere San Donato a proposito dei sempre più frequenti fenomeni di occupazioni abusive di appartamenti ACER.
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BOLOGNA. «Sono contento che siano intervenuti per farmi tornare, ma questa non è più casa mia – dice amareggiato Antonio Santoro – ed infatti, pare che i Santoro, che abitavano in via Vezza 4, in un alloggio ACER si trasferiranno alla Cirenaica.

La vicenda è simile a quella accaduta altrove: l’abitazione momentaneamente deserta vien occupata da un gruppo di giovani che praticano lavori di adattamento dell’alloggio ai loro comodi.

Son convinti che, siccome in casa non c’è nessuno, loro possono fare ciò che gli pare. Arrivano a collegarsi con fili elettrici volanti, peraltro assai pericolosi, all’impianto d’illuminazione.

Stavolta, però, la notizia di quest’occupazione ha fatto scalpore perché Antonio santoro, 66 anni da Lecce, è privo della vista. Così, sotto la pressione mediatica, l’abitazione ha dovuto esser liberata.

Gli ex occupanti, prima d’andarsene, hanno lasciato dietro di sé un mare di danni: sparito un letto, mobili distrutti, frigorifero imbrattato: si son appropriati dei giochi dei bambini, due fratellini di 3 e 4 anni.

Molto opportunamente, è stato aperto un fascicolo contro ignoti sulle occupazioni abusive di via Vezza. Ad aprirlo con l’ipotesi di reato di invasione di edifici e danneggiamento aggravato è stato il procuratore aggiunto Valter Giovannini, tra l’altro oggetto di minacce.

Il caso è quello di inquilini legittimi di appartamenti Acer che si sono trovati gli immobili abitati dopo un periodo d’assenza.

E’ ora, infatti, che la magistratura, le forze dell’ordine e la collettività tutta prendan posizione contro questo modo di fare. La casa è insieme un diritto ed una necessità per tutti, ma proprio perché son un diritto ed una necessità non può accadere che un gruppo di prepotenti si prenda l’arbitrio d’occupare e violare ciò che non gli appartiene e che fa parte del patrimonio della collettività, cioè pagato da tutti mediante le imposte.

Per di più, in uno stato di diritto non può valere la legge della giungla o del Far West, per cui ciò che vien abbandonato, magari perché si fa un viaggio in un Paese lontano, un altro se ne appropria.

Parliamo spesso di sicurezza, invocando magari misure eccezionali, aumentata vigilanza, maggior controllo del territorio: tutte cose giuste che meritano una doverosa attenzione. Ora sappiamo che insieme alle altre numerose emergenze che ci affliggono vi è anche quella dell’occupazione di appartamenti da parte di gente che non ha alcun diritto d’appropriarsi di ciò che non è suo.

anche questa è un’ulteriore declinazione dell’espressione sicurezza.

Da ultimo: entrare nella casa d’un altro è come violarne l’intimità, come vilipendere ciò che c’è ma che non è necessariamente di pubblico dominio.
E’ un’intromissione nella vita delle persone che non può esser consentita.
E’ probabilmente proprio per questo che il sig. Santoro ha dichiarato che quella non è più “casa sua”.

PIER LUIGI GIACOMONI